domenica 30 agosto 2026

I sataniños

 


Capita sempre più spesso nei luoghi pubblici di sentire le urla strazianti di bambini che, a squarciagola, pretendono le attenzioni dei propri genitori. A volte le urla sono così acute e persistenti, accompagnate da singulti e apnee terrificanti che ci vien da credere che questi bambini stiano proprio male.

I malcapitati genitori, spesso in preda al panico, cercano dapprima di assumere un atteggiamento di indifferenza ma poi, logorati dalle insistenze del pargolo e imbarazzati per l'insano spettacolo, iniziano una sorta di contrattazione con l’infante. Questi però, ben conscio di avere il coltello dalla parte del manico rialza la posta in gioco e, al minimo tentennamento del genitore, parte al contrattacco con un acuto degno di Yma Sumac.

I poveretti, che siano padre o madre, cedono ancora una volta ed ecco che salta fuori l'anelato oggetto del desiderio, il telefonino che, come un tecnologico metadone, d'improvviso spegne il fuoco delle infantili sofferenze e immette il bambino in uno stato di catatonica immersione tra le immagini di quel piccolo schermo. La pace è fatta, per lo meno fin quando il padre o la madre del bambino non lo porteranno a mangiare, guai a distoglierlo dal monitor, guai a farglielo mettere da parte giusto il tempo di nutrirlo, l'inferno è a pochi passi, il baratro è vicino e l'assatanato bambino è pronto col suo ricatto ultrasonico. Ecco quindi che il telefonino rimarrà lì sul tavolo e gli occhi del piccolo fisseranno lo smartphone e nel mentre mangerà, senza neanche capire cosa sta inghiottendo, aprirà la bocca per istinto, come fanno gli uccellini nel nido ma i suoi occhi non anelano il genitore che gli porta il nutrimento direttamente alla bocca ma le accattivanti immagini della rete.

Questi bimbi sembrano proprio indemoniati e necessitano di nuovi esorcisti, qualcuno che li metta in riga, magari assieme ai loro genitori, quelli che hanno pensato di ritagliarsi cinque minuti di pausa dallo stress domestico per una sigaretta o per una scrollata sul loro cellulare, nel mentre il bambino veniva ipnotizzato dal suo. Dove siete nonni, zii, cumpare e cummare!? Fatevi sotto e salvate le giovani generazioni regalando loro palloni e biciclette, libri e fumetti e, magari, ‘nu pare ‘e buffe!

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