domenica 30 agosto 2026

Dacci oggi il nostro calcio quotidiano

 

Calciatori che giurano amore eterno a una città e a una squadra, la stessa che lasceranno poi, per un’altra città e un’altra squadra. Quella che li pagherà di più e alla quale pure dichiareranno amore eterno.

Allenatori osannati dai tifosi che, per la stessa ragione, il denaro, andranno ad allenare le squadre antagoniste delle società che allenavano prima e che, anche loro amavano in maniera incondizionata. Ma è risaputo che pecunia non olet!

Tifosi che accetteranno gli allenatori più odiati, in cambio di una vittoria e di un piazzamento in classifica e che trasformeranno in nuovi eroi con la vittoria di una coppa o di un campionato.

Tifosi che bloccheranno città, che attaccheranno le forze dell’ordine, sempre in minoranza, contrariamente alle manifestazioni politiche; e tifosi che invaderanno le carreggiate delle autostrade, che incendieranno le auto altrui, che picchieranno, accoltelleranno fino anche ad uccidere; ma, è risaputo che, gli autori di tutto ciò, sono sempre i soliti quattro imbecilli, le solite mele marce, quelle che però nessuno riesce mai ad acchiappare e che si riproducono come conigli.

Giornalisti che ricamano pagine quotidiane sul nulla e che conteranno più di un collega d’inchiesta, solo perché alimenteranno miti ai quali nessuno potrà e dovrà mai sottrarsi per non essere emarginato dalla vita di questo paese; perché si sa, che è meglio non toccarli certi argomenti, è meglio parlare di calcio.

Politici che cavalcheranno l’onda emotiva di un goal per capitalizzarla al momento opportuno in una manciata di voti; e anche la chiesa stessa benedirà tutto questo, con uno scampanio a risultato ottenuto o con un ilare e ruffiano richiamo durante un’omelia.

I comunisti poi, quelli che idolatreranno la massima espressione del più becero capitalismo in ragione di un luogo comune o di un sentimento ancestrale, dove vogliamo metterli? A  questo punto però, vaglielo a dire tu a chi aveva il nonno repubblichino o a chi pestava gli oppositori del fascismo, i cui epigoni continuano a fare il saluto romano per uso e affetto familiare! Una concetto, è incoerente a prescindere e non a sentimento.

Chi oserebbe mai contestare tutto ciò, solo un folle, solo un pazzo potrà mettersi contro una religione.

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