lunedì 20 luglio 2026

L’imbuto

Una metafora tutta italiana.

Vi sarà sicuramente capitato, in autostrada, di veder sfrecciare alla vostra destra, auto private in corsia d’emergenza, per poi confluire liberamente in una delle altre corsie senza la minima ammenda e senza il minimo pudore oppure, ai caselli autostradali e nei restringimenti di carreggiata, vedere autovetture immettersi nella vostra corsia senza rispettare la coda. Il risultato di questi atteggiamenti è quasi sempre quello dell’ingorgo poiché nell’imbuto che si è creato, molte macchine confluiscono tutte assieme in un’unica corsia a danno di chi rispetta le regole.

Ecco, l’ingorgo in questione si forma perché, invece di confluirvi lentamente e con continuità, così come fa l’acqua attraversando l’attrezzo, questo invece si intasa e tracima quando il liquido è troppo. Allo stesso modo accade quando le tante auto non possono defluire con tranquillità a causa di coloro che ritengono che il loro tempo sia più prezioso di quello altrui.

Qualcosa di simile accade nelle file agli sportelli degli uffici postali e, anche lì, non c’è ticket che regga, la tentazione è troppo forte per non approfittare della distrazione di chi ti sta davanti. Annamaria Ortese, delineò perfettamente l’attitudine di una certa napoletanità, in uno degli episodi del suo celeberrimo “Il mare non bagna Napoli”. L’istinto di fottere il prossimo, scaturito atavicamente da secoli di stenti, impossibilitati nel ricondurre il nostro status ad una più comune normalità e la narcisistica ma anche masochistica attitudine alla precarietà ci induce ad approfittare delle situazioni, anche quando non è il caso di farlo o, quanto meno, non c’è una necessità vera e propria per giustificare tali atteggiamenti prevaricanti.

Ho sempre pensato che Napoli fosse la punta dell’iceberg Italia, la città dove vengono racchiusi pregi e difetti dell’italianità ma, questa metafora incomincia ad essere più un deleterio retaggio del passato che una vanto da decantare. Mi rendo conto che spesso si faccia di necessità virtù ma, l’arte di arrangiarsi è spesso sinonimo di incapacità di adeguarsi ad una sana normalità e, talvolta, un alibi per non muoversi di un passo verso la legalità.

Dalla metafora alla realtà il passo è breve, infatti, così come c’è chi accorcia le distanze a scapito degli altri, così c’è chi non contribuisce al fabbisogno dello stato senza pagare le tasse. E proprio come coloro che percorrono impuniti la corsia di emergenza, anche quegli altri la fanno quasi sempre franca. I primi, campioni dell’individualismo stradale vengono, per quieto vivere o per prepotente imposizione, lasciati passare; i secondi, per solidarietà o complicità vengono invece tollerati e condonati. Chi supera le code, dopo tra l’altro aver rallentato il regolare flusso di traffico o intralciato la corsia per i mezzi di soccorso, è allo stesso livello di chi non è in regola con l’erario perché rallenta il naturale sviluppo del paese, dalle infrastrutture ai servizi, gli stessi che magari, loro stessi ne usufruisconono e ne lamentano l’inefficienza.

Per la serie, chiagneno, fottono, e vonno ave’ pure ragione


 

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