sabato 27 agosto 2016
lunedì 11 luglio 2016
Suggestioni partenopee
“Suggestionapoli”/"plagianapoli" http://ilmediano.com/suggestionapoli/
Siamo passati dallo
“sputtanapoli” al “suggestionapoli” col medesimo risultato:
non si sa di cosa si stia parlando. Orde di sciovinisti alla ricerca
del click facile ma non solo.
All'indomani
dell'emergenza rifiuti napoletana (quella che ci si ostinava a
chiamarla campana quando riguardava Napoli e parte della provincia di
Caserta) ci fu, come giusta reazione un rigurgito di orgoglio, un
atteggiamento di rivalsa nei confronti di chi ci definiva
“antropologicamente rissosi” e chi aveva trovato nuovi spunti per
farci mangiare il proverbiale sapone. Di certo c'erano vagonate di
rifiuti tossici che dal Nord erano state scaricate nelle nostre terre
e ci fu una vera e propria calata dei barbari per sfruttare la
situazione e lucrare su uno smaltimento dei rifiuti che stenta ancora
a trovare un assetto stabile; ma fu vero orgoglio? Ci sono state
reazioni quantificabili di una reale inversione di tendenza? Secondo
noi no! Anzi si sta andando in tutt'altra direzione.
Di anni ne sono passati
un bel po' e da allora si parla ancora di ecomafie che effettivamente
hanno lasciato un segno indelebile sul nostro territorio ma come
mafia insegna, là dove sono accesi i riflettori, non c'è più
guadagno e questa è andata quindi ad “investire” altrove.
Lasciandoci soli con le nostre colpe e con le nostre
stramaledettissime usanze, quelle che ci permettono di avere case
splendide ma strade simili a discariche. Oggi infatti a rimpinguare
le nostre strade e le nostre campagne di rifiuti non sono i nordici
leghisti, o le mafie occulte, che pure sono cosa nostra, ma siamo
noi, noi soltanto e nessun altro, anche quando paghiamo il rom o
accusiamo il pur colpevole e complice cinese.
Senza soffermarci in
analisi sociologiche che non ci spettano, vorremmo invece porre
l'attenzione su un atteggiamento alquanto controverso, figlio di
quell'orgoglio e che sta uscendo fuori con sempre maggior forza e con
risvolti non indifferenti e che spesso sono sfociati addirittura
nella politica. Voglio parlarvi infatti del cosiddetto
“sputtanapoli”, ovvero di tutta una serie di giornali, scrittori
e blogger che stanno facendo la loro fortuna mediatica, e non solo,
sul presunto attacco malefico dell'Italia (spesso definita Itaglia)
contro la povera ma bella Partenope. Ci sono delle testate infatti
che stanno creando una vera e propria cortina fumogena sui primati
reali e presunti di Napoli e la napoletanità e sugli immaginifici
complotti contro chi vive al di sotto del Garigliano.
Mi si dirà e che c'è di
nuovo, è marketing pure questo, certamente, risponderemmo, ma quando
poi certe teorie rischiano di arrivare a Palazzo San Giacomo e a
Santa Lucia un po' ci preoccupiamo. Ci preoccupiamo anche perché
quando tutto questo acquisisce i connotati di un acritico tifo
calcistico, là dove il raziocinio va a farsi benedire, allora le
cose possono mettersi proprio male. Perché in effetti dovremmo
tifare per una squadra che più che rappresentare la nostra città
rappresenta gli interessi del suo padrone? E perché lo stato e il
comune dovrebbero investire in questa società privata a scapito di
ben altre necessità? Ecco, questo temiamo, che lo stesso
“ragionamento” da tifoso possa trasferirsi anche altrove e con le
stesse conseguenza calcistiche e con un accostamento tutt'altro che
peregrino.
E si va così dalla
bufala del Napoletano lingua patrimonio dell'UNESCO
(http://ilmediano.com/il-napoletano-non-e-una-lingua/) a quella della
Apple che aprirebbe fabbriche a Napoli e non prestigiosi corsi di
formazione. Ma la cosa più bella e che testimonia la cecità e il
terreno fertile in cui si muove certa pseudo informazione è il caso
recente delle sfilate di Dolce & Gabbana nel centro storico di
Napoli. Cosa entusiasmante, bella e di cui è giusto inorgoglirsi
anche per i positivi risvolti turistici e sull'indotto che ha avuto e
che potrebbero avere tali eventi ma perché fare i leghisti pure noi
e negare l'interesse dell'intero stivale all'evento come molti
giornaletti on-line stanno invece dichiarando? Perché forse RAI1 non
ne ha parlato? Perché forse la gente non legge più i giornali anche
quando sono on-line? Non mi sembra poi che i fruitori napoletani
della rete s'interessino più di tanto di ciò che avviene al di là
delle mura aragonesi, per cui Napoli, nel bene o nel male è e sarà
sempre al centro dell'attenzione e spetterà a noi decidere dove far
pendere l'ago della bilancia.
Basta comunque fare una
piccola rassegna stampa per costatare che tutti i giornali italiani
hanno scritto e stanno scrivendo con interesse sull'argomento, così
come pure la testata televisiva regionale mentre invece c'è chi si
ostina, seguendo il fantasioso filone dello “sputtanapoli”, che
nessuno ne stia parlando e lo stesso sta accadendo per il concerto di
David Gilmour ed altri eventi ritenuti napoletani. Ora ci verrebbe da
chiedere quali sarebbero le cose per le quali inorgoglirsi, se lo sia
un concerto da 350,00 euro a biglietto, nel ricordo di un altro,
fatto 44 anni fa a porte chiuse, o per chi molto più silenziosamente
tiene a galla le nostre città con un silenzioso sacrificio? Il
nostro servilismo ci impone a cercare conferme e gratificazioni da
altri, possibilmente stranieri e questo è a nostro parere
emblematico soprattutto quando si travalica la realtà
dell'informazione.
Se si è realmente
convinti del proprio valore non si attende la legittimazione di un
presunto articolo di un giornale estero o italico che sia, o la
visita di un personaggio famoso per una conferma della nostra unicità
ma si esalta la propria patria con atti tali da renderla bella e
attraente per tutti ma soprattutto per se stessi e non col rinviare
all'infinito post e link dal sapore neo borbonico, che riempiranno
solo le tasche di chi specula con le pubblicità o ancor peggio con
chi pretenderà di governarci con queste tematiche di facile presa ma
dalla scarsa sostanza e non affrontando i reali problemi di questa
città meravigliosa e così gravemente endogeni.
La vera forza, e qui la
malizia si consolida, di chi diffonde queste false notizie è la
certezza di trovare man forte e humus tra il provinciale piagnisteo
di chi purtroppo da decenni soffre di un complesso di inferiorità,
tanto immeritato quanto radicato presso questi, e che pretenderebbe
ricercare primati in una Napoli che bisogno non ne ha, perché è
grande di per sé, più grande di chi la vive e fa finta di
conoscerla.
Su Dolce & Gabbana
a Napoli:
https://www.google.it/webhp?sourceid=chrome-instant&ion=1&espv=2&ie=UTF-8#q=dolce+e+gabbana+napoli&tbm=nws
Su David Gilmour a
Pompei:
https://www.google.it/webhp?sourceid=chrome-instant&ion=1&espv=2&ie=UTF-8#tbm=nws&q=david+gilmour+pompei
Su Apple a Napoli:
https://www.google.it/webhp?sourceid=chrome-instant&ion=1&espv=2&ie=UTF-8#tbm=nws&q=apple+a+napoli
martedì 5 luglio 2016
San Sebastiano, si delinea il nuovo Consiglio Comunale
4
luglio 2016, secondo consiglio comunale dell'era Sannino, due nuovi
consiglieri e un presidente del consiglio. Seconda opportunità per
cambiare rotta ma
nulla di nuovo sotto al Vesuvio, la solita opposizione urlata e la
solita politica parlata.
Ore
17.56, arriva il sindaco Salvatore Sannino e buona parte del
Consiglio Comunale; ore 18.02, inizia il confronto e almeno, rispetto
al passato c'è una certa puntualità, vedremo se questa
corrisponderà anche ad un'effettiva sostanza. Assenti Pasquale
D'Avino e Luca Scarpato.
Sul
primo punto all'ordine del giorno ovvero l'approvazione del verbale
della seduta precedente, interviene, dai banchi dell'opposizione,
Rino Manzo dichiarando il suo disappunto e la sua contrarietà.
Innanzitutto per la mancata sistemazione delle finestre e dell'aria
condizionata, non funzionante ed effettivamente, nonostante il
proclama fatto a furor di popolo dal primo cittadino lo scorso
Consiglio, le finestre sono bloccate in maniera grezza da due viti e
gli splitter restano
ancora rotti o mal funzionanti e sostituiti da un potente
ventilatore. Ciò nonostante siamo stati freschi, magari anche per la
tenuta estiva, preventivamente approntata da molti di noi.
Manzo
continua e sottolinea che il verbale dell'ultimo Consiglio non è
stato pubblicato nell'Albo Pretorio: “Si sta violando il principio
di trasparenza!” E invita l'amministrazione ad inviare ai
consiglieri e ai capogruppo tale verbale.
Risponde
Salvatore Sannino: “Nell'intervento di Manzo c'è di tutto di più!
C'è il calore e c'è il verbale e magari se aprisse la tenda dietro
di lui avremmo più aria, anche se questo gli impedirebbe di fare le
riprese che pure sono vietate.”; “Nel giro di 10 giorni non era
possibile sostituire i profilati di alluminio.”
Poi,
relativamente alla questione del verbale, passa la parola al
segretario comunale il Dott. Iavarone, il quale spiega: “Il verbale
è ciò che scrive il segretario e non quello che dicono i
consiglieri” ed invita ad andarsi a leggere il regolamento del
Consiglio Comunale. A tal proposito interviene anche il consigliere
di minoranza Antonio Muccio: “Dobbiamo sapere quello che scrive il
segretario per poter votare.” Dalla maggioranza interviene invece
il consigliere Gianluca Sannino che si accoda a quanto detto da
Muccio ribadendo la necessità di cambiare il regolamento e con
eventuali riprese in streaming
e
la convocazione in orari accessibili per tutti. Replica Manzo:
“Allora significa che avete sbagliato in passato, quando li
pubblicavate? Così come fanno ora altri comuni che pubblicano i
verbali dei Consigli Comunali?”; “In data 31/05/2015, il
Commissario Santoriello modifica il regolamento del Consiglio
Comunale, permettendo la custodia dei verbali al Segretario e non
diffondendolo; perché volete nascondere i verbali?” Replica il
sindaco Sannino: “Ci sono state delle modifiche non fatte da noi ma
dal Commissario Straordinario e apporteremo quindi la modifica a
questo regolamento per permettere la pubblicazione dei verbali.”
Replica prontamente Manzo, senza attendere il suo turno e saltando la
moderazione della Presidente pro tempore Corinne Palumbo: “Il
Commissario stranamente ha cambiato il regolamento ma il Segretario
deve custodire il verbale ma non può non diffonderlo!” Risponde il
Segretario “La legge permette ad ogni comune di autoregolarsi”;
“C'è una differenza tra le trascrizioni che si facevano prima e un
verbale.” Interviene nuovamente Muccio: “L'attività della
Pubblica Amministrazione deve essere trasparente. Qualsiasi cosa si
fa, lei deve darne conoscenza come va data conoscenza ai cittadini,
l'obbligo fondamentale è quello di adempiere al principio
costituzionale della trasparenza. Come approviamo una cosa se poi ne
è stata redatta un'altra?” Risponde il Segretario Comunale: “Noi
non siamo un paese common
law dove
vige la consuetudine, il precedente ...” Lo interrompe Muccio: “Ma
è infatti un principio costituzionale!” Interviene Dario Scopino
per ribadire la volontà espressa dai compagni di partito nel voler
modificare il regolamento. Urla Manzo: “Voi dovete pubblicare i
verbali!”. Interviene il vice sindaco Panico ribadendo la posizione
di Scopino e rimandando al prossimo Consiglio Comunale le modifiche
del regolamento. Si vota!
Il
verbale viene approvato a maggioranza con 6 voti favorevoli e 3
contrari (i due consiglieri Filosa e Panico non votano per le loro
dimissioni, in surroga dei nuovi consiglieri, scaturiti dai primi due
dei non eletti. Il vice sindaco e l'assessore alla Pubblica
Istruzione vengono quindi inglobati nell'assise come assessori
esterni e non più come consiglieri. Dopo di ciò viene votata la
surroga dei nuovi consiglieri Parracino e Tarantino, approvata
all'unanimità ed entrano anche loro tra i banchi della maggioranza;
ma sarà anche questa legge o consuetudine?
Si
passa quindi al terzo punto all'OdG, la nomina del Presidente del
Consiglio Comunale. Anche in questo caso Manzo prende la parola,
sostenendo la candidatura della presidente pro tempore: “Visto che
la Palumbo, oltre ad essere stata la più votata dei consiglieri ha
anche dimostrato di saper ricoprire egregiamente l'incarico già per
ben due volte, dovrebbe essere lei la presidente … e non
apprezziamo la candidatura di Gianluca Sannino poiché durante le
primarie si era dimostrato molto critico nei confronti dell'attuale
sindaco”.
Interviene
Panico ma viene subito interrotto da Manzo poiché questi ritiene che
la sua attuale posizione di assessore esterno non gli dia
diritto alla parola. Risponde allora il Sindaco: “I problemi del PD
sono problemi interni, noi al nostro interno abbiamo una dialettica,
noi ci chiariamo.”; “Do atto alla Palumbo per il suo lavoro
egregio ma Sannino ha un profilo più che qualificato e ha fatto
esperienza nella precedente amministrazione.” Scopino ribadisce
quanto detto da Salvatore Sannino sottolineando laurea e competenze
del consigliere Sannino e il suo passato di capogruppo uscente.”
Manzo riprede il discorso evidenziando l'incongruenza della posizione
di Gianluca Sannino adducendo le dichiarazioni con le quali, a mezzo
stampa, criticava molti dell'attuale maggioranza e con i quali
risiede ora in Consiglio. Il Segretario Comunale prende la parola per
sottolineare il fatto che gli assessori esterni possono intervenire
prendendo la parola ma non possono votare ed è questo ciò che la
legge dice. Tocca quindi a Panico la possibilità di parlare e che
non fa altro che ripetere quanto detto dagli altri nei precedenti
interventi. Manzo lo interrompe nuovamente mentre Corinne Palumbo
cerca di moderare, calmando gli animi ed indicando ai consiglieri di
passare alla votazione del Presidente.
Alla
prima votazione, con 8 voti per Sannino e 3 per la Palumbo, non
vengono raggiunti i 2/3 delle preferenze e per questo si passa ad una
seconda votazione (terza se si considera la prima votazione svoltasi
durante il primo Consiglio) dove varrà la maggioranza assoluta dei
voti che viene riconfermata con otto voti in favore di Sannino e tre
per Corinne Palumbo. Gian Luca Sannino si insedia col suo nuovo
incarico.
Che
dire, che avremmo gradito una presenza più fresca a presiedere il
Consiglio? Magari, come è prassi, la presidenza sarebbe potuta
andare all'opposizione, quale segno di buona democrazia, ma
evidentemente anche in questa, come nella precedente amministrazione,
non si è voluto rispettare questa buona consuetudine, del resto non
siamo common
law.
D'altro canto però ci chiediamo, vista l'irruenza del consigliere
Manzo e il suo poco rispetto nei confronti di chi presiedeva il
Consiglio che cercava di moderare la seduta, chi lo avrebbe più
arginato nella sua straripante verve?
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San Sebastiano al Vesuvio
sabato 2 luglio 2016
Segnaletica abusiva nella Pineta di Terzigno e lungo la sentieristica del PNV
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| Pineta di Terzigno (17/06/2016) |
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| Sentiero n°2 PNV (18/06/2016) |
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| Strada Matrone (18/06/2016) |
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| Strada Matrone (18/06/2016) |
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| Strada Matrone 06/07/2016 |
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| Strada Matrone 06/07/2016 |
Grazie Bud
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| Terence Hill & Bud Spencer (foto fonte web) |
Tra spaghetti western
e fagioli, l'autore ricorda la sua infanzia accompagnata da Bud
Spencer in coppia con Terence Hill.
Certe cose ma soprattutto
certe persone lasciano una sorta di impronta nelle nostre vite, hanno
un effetto imprinting su di noi, così come il ricordo del
battito cardiaco, quello di nostra madre ci spinge alla continua
ricerca di un grembo fruttifero presso il quale riparare, così tutto
quello che ci raggiunge per la prima volta e che costituisce una
prima esperienza, rimane come prototipo di emozioni e sensazioni per
tutta la vita. Sfido chiunque a ritrovare quei sapori che provammo da
piccoli, quei profumi che ancora una volta ci ostiniamo a ricercare
senza speranza e senza tempo.
E forse proprio per
questo, il mio primo impatto col grande schermo fu un qualcosa del
genere, profondo e intenso, indimenticabile, un qualcosa che ha
avuto e continua avere ripercussioni sulla mia personalità e il mio
stile di vita e che continua imperterrito a sbucar fuori quando pensi
di aver raggiunto finalmente la maturità o quanto meno un'omologata
normalità.
Era la prima metà degli
anni 70, al Villaggio Coppola, sul Litorale Domizio, un non luogo, un
sogno mai divenuto realtà di un rilancio di un territorio ridotto a
quello che oggi viene amaramente definito la Terra dei Fuochi. Avevo
cinque anni nel 1972, l'età più bella, l'età della scoperta del
mondo ma al contempo lontana dal mondo, lontana ancora dalla scuola e
da tutte quelle consuetudini sociali che regoleranno le nostre
esistenze. Un limbo entro il quale ti era concesso ancora sbagliare
perché eri ancora un bambino.
Mio fratello ha venti
mesi in meno a me ma ci dividono le aspirazioni rivolte a un
primogenito e le attenuanti regalate a chi arriva per secondo; con
lui e con mio padre, quella splendida sera d'estate, andammo al
cinema. Ospiti presso amici a Ischitella Lido, mio padre decise di
portarci a vedere un film al Cinema Bristol. C'era un film che non
conoscevo, all'epoca non sapevo che neanche esistesse il cinema, per
me esisteva a stento la televisione con Carosello, con i suoi
bagliori in bianco e nero e il suo audio mono e gracchiante. Il
cinema era per me un qualcosa di nuovo, di sconosciuto, era l'entrata
in un universo non distante da quello che filtrava la mia mente di
bambino, era il contrario di quanto fece Jeff Daniels ne La rosa
purpurea del Cairo, lui usciva dallo schermo per entrare nella realtà
ed io dalla mia minimalista realtà di bambino, invece, varcavo la
soglia dello schermo, entravo nel mondo di Bud e Terence.
Il film che si proiettava
quella sera era “Più forte ragazzi” quello che oggi avrebbero
definito un “b-movie” per non essere stato un kolossal o per non
appartenere al canone cinematografico hollywoodiano. Ma all'epoca si
campava ancora di Franco e Ciccio e l'eterno Totò viveva già tra
noi come un nume tutelare e questo per noi era già il massimo per
sognare e giocare immedesimandoci nei personaggi che vedevamo in
pellicola. Per me poi, bimbo di cinque anni, il mondo non andava
oltre la porta di casa o le immagini dei Quindici, l'enciclopedia
dell'epoca e che furono la mia prima finestra sul mondo esterno. Con
quel film però, l'omone e il simpaticone, mi trasportarono nei
tropici, tra Venezuela e Brasile, tra poveri garimpeiro ed
infami fazendeiro, tra colori ed ambienti nuovi, ma
soprattutto con una coppia di due rassicuranti amici che meglio non
si poteva.
Le nostre frustrazioni
quotidiane avrebbero bisogno ancora di uno come Bud Spencer per
risolvere in maniera pulita una qualche ingiustizia o la solita lite
di condominio, e quanto ne avrei avuto bisogno quando subivo le
angherie dei più grandi e prepotenti o dei più impuniti a scuola!
Il bello di quei film era che il bene trionfava sempre e non era
passato ancora di moda come oggi, quando gli eroi dei ragazzini non
sono propriamente degli stinchi di santo e sono difficilmente
gestibili come Walter White, Scarface, Pablo Escobar e soci.
Ma non dimentichiamo che
c'era anche lui, Terence Hill, quello che piaceva tanto alle mamme
perché era il più figo dei due, ma a me era simpatico lo stesso,
perché era amico dell'omone e perché non era il classico belloccio
che se ne vantava ma uno spirito libero e galantuomo. Era insomma la
coppia perfetta che piaceva tutti e a noi bambini soprattutto perché
loro rientravano nella nostra schiera degli eroi. “Ma secondo te
chi è chiù forte, Terenzillo o Bruselì?”- diceva uno - “pe'
me Mario Merola!” - fan delle sceneggiate, rispondeva una altro;
certo che pure Mario Merola di mazzate ne menava ma per me non
c'erano dubbi, il più forte era solo uno, era lui, era Budspencer!
Il paccaro a mano aperta
dato al teppistello di turno non ha ad oggi eguali nell'universo dei
super eroi, né il martello di Thor, né i gadget di Batman e neanche
i super poteri degli X-men e nemmeno le coreografie di Jackie Chan
potranno soddisfare come le cinque dita in faccia al chiavico
che rompe le scatole. Ah! Quanto vorrei avere anche io, una volta
nella vita, la soddisfazione 'e chiava' nu paro 'e pacchere 'e
chella manera e a chi dico io!
Ma nel frattempo mi consolo ancora con i film e le scazzottate di Bud
e Terence. L'evoluzione della mia infanzia avvenne però anche dal
punto di vista alimentare, i fagioli! Quegli insulsi legumi dalle
tremende ed intestine conseguenze che nostra madre provava rifilarci
in tutte le ricette, divennero d'improvviso il piatto simbolo di noi
discepoli di Bud e Terence e che per entrare ancor di più nella
parte, doveva essere corroborato da un sonoro e gratificante rutto
finale, per scandalizzare mamma ed ammiccare il compiacimento di
papà, anche lui ormai adepto alla setta dei mangiatori di fagioli.
Qualche
anno fa, ormai adulto e con la mia famiglia mi trovavo a Madrid in
vacanza, avevo riconosciuto nelle immagini di “Altrimenti ci
arrabbiamo” uno dei film di Bud e Terence che preferisco, lo stadio
Vicente Calderón e il ponte di Toledo presso i quali c'era
l'officina del film dove lavorava Bud. Di quel meccanico neanche
l'ombra ma visitare quel luogo è stato come realizzare un sogno
della mia infanzia, un intimo salto nel passato.
Oggi
Bud non c'è più è andato via da pochi giorni ma per me è stato
come perdere un caro, un parente col quale giocavi da piccolo, se n'è
andato con grande dignità e senza quello scalpore che oggi confonde
gli animi e le menti. Qualcuno, soprattutto sui social,
ha però voluto scovare in lui un simbolo di un presunto nazionalismo
partenopeo o un vessillo per il proprio partito ma queste cose
lasciano il tempo che trovano e non fanno bene a chi le rivanga in
questi frangenti, sarebbe come dire che Totò era monarchico e per
questo limitarne la grandezza. Bud era altro, era ben altro e come
per ogni artista è quella la cosa che conta, la sua arte e niente
più.
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venerdì 24 giugno 2016
San Sebastiano, primo consiglio comunale dell'era Sannino
San
Sebastiano, primo consiglio comunale dell'era Sannino
L'insediamento di
Salvatore Sannino e della sua giunta, ed è subito scontro con
Gennaro manzo.
A Salvatore Vitiello,
caro amico e raro esempio di dignità e partecipazione.
23
giugno 2016, finalmente un consiglio comunale! Devo dire che ne
sentivo veramente la mancanza e non solo per godermi le zuffe tra
maggioranza e opposizione ma per puro spirito di partecipazione e
conoscenza del funzionamento (o meno) della macchina pubblica.
Un anno di
commissariamento ma il clima è sempre lo stesso, nulla è cambiato,
il caldo compreso. Sarà stata la tensione che è andata gradualmente
aumentando con il solito, strenuo ed eclatante intervento del
consigliere Manzo ma anche le finestre chiuse e l'aria condizionata
rotta da più di cinque anni fanno la loro parte. La claque è folta
come si conviene alle prime degli spettacoli e non come eravamo
abituati negli ultimi consigli, con i quattro gatti che vi
assistevano. Stavolta in prima fila, accanto ai carabinieri e agli
addetti stampa, troviamo i vincitori, i sostenitori di Sannino,
vecchie e nuove facce pronte ad osannare con un plauso ogni
intervento del sindaco e della maggioranza. In seconda fila, più in
sordina, i sostenitori dell'opposizione e poi tanta altra gente,
tante persone che mai o poco hanno varcato la soglia dell'aula
consiliare ma che ieri non potevano fare a meno di esserci per
presenziare, conclamare ed adulare e aggrapparsi dove potevano al
carro del vincitore; ma probabilmente sono io che vedo il male
dappertutto e prendiamo questa partecipazione come un segno positivo,
sperando che anche i futuri consigli, ben più operativi ti questo,
si celebrino finalmente in orari più accessibili come questo e
permettano alla cittadinanza di essere più partecipe, ammesso che ne
sia realmente interessata.
Gli scranni sono quasi
tutti occupati, manca, assente giustificato, Pasquale D'Avino che per
motivi di salute non presenzia al suo insediamento come consigliere
riconfermato e neo assessore ai Lavori Pubblici. Si celebra il veloce
giuramento del neo sindaco Salvatore Sannino, per poi passare
prontamente all'elezione del presidente del Consiglio Comunale,
presieduto pro tempore dalla più giovane delle quote rosa, Corinne
Palumbo. L'elezione, con 8 voti a Gianluca Sannino e 4 alla Palumbo,
non raggiunge l'unanimità e per questo viene rimandata al prossimo
consiglio comunale. Passata agli atti quest'ultima prassi, il sindaco
annunzia ufficialmente la sua giunta composta, oltre che dal già
menzionato D'Avino, dal vice sindaco Peppe Panico, con delega ad
Ambiente e Territorio; da Assunta Filosa detta Assia per Scuola e
Cultura e l'esterna Giovanna Esposito alla Programmazione Economica.
Si
eleggono velocemente i componenti della Giunta elettorale nei nomi
della De Falco e Scopino per la maggioranza e Muccio per
l'opposizione. Così come, per la commissione per l'aggiornamento dei
componenti della Commissione Comunale per la formazione e
l’aggiornamento dell’Albo dei Giudici Popolari
passano Farinaceo e Muccio, rispettivamente per maggioranza e
opposizione.
Il
settimo punto all'ordine del giorno, quello relativo alla scelta
degli indirizzi
per la nomina, designazione e revoca dei rappresentanti del Comune
presso Enti, Aziende ed Istituzioni,
crea qualche problema poiché il buon Manzo, dopo tanto contenimento,
irrompe con le sue invettive sfogando il suo rancore e accusando
l'amministrazione di voler gratificare i membri della passata
amministrazione con il conferimento di tali incarichi. Manzo fa i
nomi Pino Capasso, l'ex sindaco, e dell'ex presidente del Consiglio
Comunale, Biagio Pizzo. Manzo rilancia poi i suoi cavalli di
battaglia e, oltre a sottolineare l'effettivo caldo estenuante
avvertito nell'aula e la mancanza di sedie per tutti i presenti,
ribatte la sua azione di contrasto alla politica economica degli
ultimi quattro anni.
Prende la parola Peppe
Panico che, oltre a ringraziare il sindaco per il conferimento della
carica di suo vice, auspica la riconquista della fiducia anche
dell'elettorato d'opposizione. Poi fa cenno finalmente a un qualcosa
che sa di ambiente e speriamo bene che una svolta si abbia anche in
tal senso. Ma poi, in un discorso nel miglior stile capassiano,
spiega le difficoltà incontrate per carenza di uomini, mezzi e fondi
per portare avanti degnamente il comune. Mi distraggo un attimo e
dalla finestra scorgo dei sacchetti presso quella scala che giorni fa
era stata il simbolo di questa nuova giunta scopatrice; Panico chiude
con un richiamo alla giovane Corinne Palumbo che a suo dire non
avrebbe richiamato all'ordine Manzo andato fuori tema.
La Palumbo dal canto suo
controbatte, sostenendo l'importanza dei contenuti del proprio
capogruppo. Interviene allora dai banchi della maggioranza anche
Gianluca Sannino che con un discorso ecumenico ringrazia urbi et orbi
tutte le forze attive del paese. Salvatore Sannino riprende la parola
arringando stavolta il pubblico presente ed irridendo Manzo e le sue
accuse: “Il prossimo consiglio comunale lo faremo con le finestre e
l'aria condizionata aggiustate”; “recuperare il tempo perduto,
questa è la nostra mission”; queste tra le sue affermazioni
più applaudite ma Manzo non ci sta e richiede la parola: “i soldi
si prendono dai fitti degli immobili comunali” ed in un crescendo,
dove si urla più che si parla, minaccia di andarsene rivendicando i
cinque minuti concessi abbondantemente al sindaco e non a lui. La
stessa presidente Palumbo lo richiama all'ordine ma questi, a sua
volta richiama la ragazza, ricordandole a quale schieramento
apparteneva. La Palumbo, visibilmente imbarazzata per la difficile
situazione, viene supportata da Antonio Muccio che la consiglia
mentre l'ilarità e il clamore di un pubblico, più da stadio che da
consiglio comunale, fa da contorno a un qualcosa di già visto e già
sentito.
Riprendono la parola
Gianluca Sannino e Muccio facendo richiesta di abbassare i toni,
quest'ultimo lamentando però la mancanza di risposte da parte della
passata amministrazione. Panico interviene sostenendo che la prassi
verso gli insolventi sia un'altra e non quella dello sfratto ma del
dialogo tra le parti. Il sindaco chiude e all'unanimità si votano
gli indirizzi e tutti via in cerca di un luogo più fresco.
Immagino il Buon
Salvatore Vitiello col suo passo breve e lento di anziano che viene
verso di me. “Ciro - nel suo inconfondibile accento torrese - ma
secondo te che hai studiato, cambierà mai qualcosa in questo paese?
-
sabato 4 giugno 2016
Dedicato a tutti coloro che almeno una volta nella vita si sono "confrontati" con gli juventini e i neoborbonici
- Don’t argue with idiots because they will drag you down to their level and then beat you with experience. —Greg King
- Never argue with a fool; onlookers may not be able to tell the difference. —Mark Twain
- Answer not a fool according to his folly, lest thou also be like unto him. —Proverbs 26:4 (King James version)
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