I neonazisti e i neofascisti simpatizzano per Putin e non ne fanno neanche un segreto; la sinistra radicale simpatizza anch'essa per Putin anche se lo chiama pacifismo, così come fa pure il M5S. Putin però, così come i comunisti, sostiene che gli ucraini siano nazisti quindi, almeno per i partiti di estrema destra, questo dovrebbe costituire un problema di incoerenza opp
ure, gli ucraini non sono nazisti come ritengono ma semplicemente un paese invaso dalla Russia.D’altra parte, sposare una causa comune con i nazifascisti
dovrebbe far riflettere anche chi si definisce comunista, soprattutto quando
questi si definiscono puri e antitetici ai loro antagonisti. Relativamente poi
al suddetto pacifismo, a mio parere a senso unico, mi chiedo: perché la
sinistra radicale non appoggi il partito russo d’opposizione e pacifista di
Yabloco? Quello che sostanzialmente porterebbe avanti le loro stesse istanze, ovvero
un accordo di cessate il fuoco, diplomazia e la fine del conflitto in Ucraina.
Non dico quindi il Partito Comunista della Federazione Russa, tra l’altro
favorevole all’invasione dell’Ucraina, ma almeno simpatizzare per i pacifisti, quelli
esclusi alle ultime elezioni presidenziali dalla assai democratica Russia.
E invece no! Tutto pur di andare presumibilmente
controcorrente, tutto, stile Tafazzi, pur di andare contro l’attuale governo
(che non brilla per coraggio e correttezza). Tutto pur di andare contro
l’imperialismo statunitense, anche sposando quello russo, che meglio non è.
Tutto contro un Trump che, a sua volta, pare essere il miglior amico del
presidente russo, alleato in una probabile logica di spartizione del mondo alla
maniera di Tordesillas. Tutto pur di stare a galla, perché l’importante non è
la coerenza ma è il marchio di fabbrica, perché è quello che ti garantisce la
purezza politica e qualcos’altro di più concreto.
Da questo se ne deduce che nazifascisti e comunisti hanno
molto più in comune di quanto credano e che le loro istanze sono solo di
facciata. Inoltre, lo spauracchio del nazifascismo, così come quello del
comunismo, quello che si rimpallano gli uni contro gli altri, serve solo come
schermaglia ma poi, alla fine, tutti seguono una sola strada, fatta di dogmi, simboli
e di bivalente (ma anche trivalente o pentavalente!) populismo. Un credo che
loro accettano acriticamente senza neanche saperlo più contestualizzare e
spesso razzolando male ma molto, molto male.
Ciò che importa quindi non è essere ma appartenere, a
qualcosa o a qualcuno, stile stadio, non a caso.

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