lunedì 15 giugno 2026

Padri e figli

 


"It's not time to make a change
Just relax, take it easy
You're still young, that's your fault
There's so much you have to know …”

Un giorno, scendendo da una montagna, mi imbatto in una bancarella che vendeva formaggi locali, era una mamma con i suoi due figli, un bimbo e una bimba un po’ più grande che disegnavano e coloravano sassi mentre la madre attendeva i clienti. Già vedere quei bambini trascorrere il tempo senza annoiarsi e senza litigare, era una scena di per se singolare ma, soprattutto, non pascevano beatamente alienati dietro un telefonino o alcun dispositivo tecnologico come invece spesso mi accade di vedere.

Rimasi attratto, se non ammirato da quella scena, ormai rara al giorno d’oggi e mi accorsi che anche il bambino mi guardava, paffuto e dagli occhioni scuri, e mi guardava con un sorriso misto tra stupore e ammirazione, quell’espressione tenera e accattivante che solo i bambini sanno offrire perché, il loro stupore è in genere puro, vero e per questo assai prezioso.

Mi chiedevo il perché quel bambino mi guardasse in quel modo e mi resi conto che era probabilmente attratto dalla mia divisa di titolato CAI, che indossavo quel giorno solo io, perché ero accompagnatore ufficiale di un’escursione. Capii che quel bambino vedeva in me qualcosa che lo attraeva, che stimolava il suo immaginario, forse quella giacchetta sembrava quella vista in un cartone animato o in un film, chissà, ma quella espressione mi è rimasta impressa per sempre anche nel mio immaginario di adulto vecchio e sconsolato.

Non so se quel bambino mi colpisse così tanto perché assomigliasse a mio figlio da piccolo, la cui infanzia è stata un importante banco di prova per la mia paternità, nella quale ho commesso tanti errori ma nella quale sono stato comunque sempre presente fin quando non è riuscito ad affrontare il mondo con le sue proprie forze. Forse entrambi mi ricordavano me da piccolo e quella visione del mondo che ho dovuto per forza di cose accantonare. Forse era per me una gratificazione quell’ammirazione, l’essere comunque di riferimento per qualcuno, un qualcuno così importante come può esserlo solo un bambino. Non so, forse anche questo ma ho capito, da genitore, così come da insegnante, quanto grande sia la responsabilità nei confronti dei bambini e dei ragazzi, e quanto sia importante la nostra coerenza ai loro occhi.

La coerenza è fondamentale, perché di errori ne abbiamo fatti e ne faremo tanti ancora, come uomini, come genitori, come docenti e così via ma, essere coerenti col messaggio che inviamo verso i giovani è fondamentale; le nostre parole devono corrispondere alle nostre azioni, non dobbiamo tradire le loro aspettative perché loro pendono dalle nostre labbra, seguono ogni nostro passo, ci imitano e ci amano, o quanto meno ci rispettano per quel che siamo, ma soprattutto per quel che facciamo, e pertanto, non possiamo e non dobbiamo tradirli, questo è il compito fondamentale di un adulto; la responsabilità di lasciare dopo di noi adulti frustrati o irresponsabili è tremenda e devastante.

Nessun commento:

Posta un commento