Un hater viene vessato da altri hater per aver diffuso odio on-line e, per tale ragione, probabilmente, costui si suicida, per la lapidazione mediatica subita. Alla sua morte, altri odiatori più o meno seriali, continuano a vessarlo per quello che aveva incautamente scritto.
Altro che livella mio caro Totò!
Questi manco da morto ti fanno stare in pace. E, per tale
ragione, forse per il dolore, muore anche la madre del poverello.
Questi, del resto, non aveva fisicamente fatto male a
nessuno, se non a se stesso, e non aveva fatto altro, così come fan tutti, di
sparare sentenze senza rendersi conto delle conseguenze.
Siamo tutti coinvolti in questa spirale di livore, rancore e
violenza verbale che ci vede tutti attori più o meno consapevoli di un male che
invece addossiamo ad altri, rei semplicemente di averla detta o scritta più
grossa o esser stati i primi o i meno fortunati nell’aver scagliato la prima
pietra.

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