venerdì 5 aprile 2019
La memoria è ben altro!
.. e perché non i rom? E i dissidenti russi? I dissidenti cinesi, i tibetani, i dissidenti indonesiani, quelli cambogiani, i sudanesi, e perché non i popoli del Rwanda e del Burundi, i desaparecidos di operazione Condor, gli armeni, i curdi, i pellerossa, i tahinos, gli ittiti e tutti quei popoli oggetto di un genocidio? Magari, di questo passo, arriviamo fino ai neanderthal annientati dai sapiens e così forse la facciamo finita una volta per tutte con questo benaltrismo del cazzo!
Se vale per loro varrà anche per gli ebrei o no! O avete riserve a riguardo? Come? Cosa? Ci sono ben altri genocidi, con più morti? E allora? Non è il numero che fa la differenza ma il fatto di esser stati disciminati, imprigionati ed uccisi col tentativo di toglierli dalla faccia della terra, fisicamente e culturalmente, e per il solo fatto di essere ebrei.
Cosa? Esiste un complotto sionista? Ah sì? Io pensavo che esistesse un complotto stronzista, guarda un po'!
Chè?! I palestinesi? Certamente una questione complicata ma non so fino a che punto si tratti di genocidio o guerra, impari ma sempre guerra, e senza confondere ebreo con israeliano per cortesia, evitando di scadere pure quando avremmo ragione.
Cosa? Abbiamo dimenticato l’eccidio meridionale? E allora? Ammesso e non concesso che ce ne fosse stato uno e definibile tale, che facciamo, dimentichiamo gli altri perché Pino Aprile e soci devono vendere i loro libri e chi invece non ha mai aperto un libro di storia ora ha fatto un corso accelerato su facebook?
Cosa? Il più grande genocidio è quello degli animali?
Be’ io sono vegetariano e ho fatto il mio, e me ne passa per il cazzo di tutto questo voler puntualizzare sull’andante del momento, senza per questo muovere un dito per la causa e solo per sentirvi diversi, migliori, originali, sempre sulla cresta dell’onda e senza sporcarvi le mani e quindi, anche per questo, siete sempre, solo ed esclusivamente BENALTRO!
La bestialità giustificata
Una donna, come qualsiasi altra persona è libera di camminare dove, come e quando vuole. Nessuno ha il diritto di metterle le mani addosso per il semplice fatto di essere donna! Nessuno ha il diritto di mettere in dubbio il suo sacrosanto diritto ad esser ciò che vuole; nessuno deve essere giustificato nell’infrangere questo spazio di libertà. Pensieri scontati altrove ma, qui da noi, in Italia e con particolari sfumature al Sud, pare che prevalga, oltre l’ignominiosa violenza, anche la logica del “se l’è cercata” e questo soprattutto nel momento in cui a compiere il misfatto non sono i soliti mori ma i nostri ragazzi, quelli che abbiamo allevato a pane e sessismo. La logica è quella del figlio maschio, quello che può fare tutto perché è ommo, giustificato da una madre ruffiana e da un padre tollerante, quando non è invece assente.
Ma è mai possibile che non lo si vuol capire? Non si vuol capire che mentre il mondo civile va in una direzione migliore, almeno da questo punto di vista, noi continuiamo a considerare le donne come preda, come oggetto sessuale? Basta vedere le pubblicità e i programmi televisivi dove il corpo femminile diviene vettore commerciale per eccellenza. Certo, siamo maschi, ma non siamo di certo bestie, o, quanto meno, non dovremmo esserlo, e sicuramente si può essere uomo anche dalla cintola in su.
Ho una figlia di 23 anni, quasi dell’età della ragazza violentata a San Giorgio, e temo per lei quando esce da sola, così come temevo per la madre quando eravamo ragazzi, ma lei, con tutta la sua dignità ed orgoglio, degna figlia di sua madre, se ne strafotte dei maniaci sessuali che circolano per Napoli e dintorni e di chi li giustifica perché l’ommo è ommo!
Perché forse, per quanto sia duro a dirlo, è peggio perdere la propria libertà e la dignità di persona che la violenza carnale in sé, perché senza dignità si perde ogni consapevolezza, con o senza violenza; perché, se le ferite, anche le peggiori, in genere si rimarginano, la dignità però, quella che ti da la forza, nessuno te la da se non sai conquistartela, ed è quella che ti aiuta a superare l’umiliazione e a vivere anche in un mondo di bestie giustificate.
mercoledì 9 gennaio 2019
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