lunedì 2 febbraio 2026

L'ordine delle forze

 

Gli ultimi eventi della cronaca italiana e internazionale, afferenti alle forze di polizia, ma soprattutto l’opportunismo politico che ha diviso in fazioni contrapposte l’opinione pubblica, necessitano di un momento di riflessione, quanto meno sul concetto di lavoro.

Io rispetto le forze dell’ordine, così come rispetto chiunque svolga con dedizione il proprio mestiere; e non enfatizzo più del dovuto il loro ruolo perché, se servitori dello stato sono loro, allora lo sono anche tutti gli altri che svolgono, con funzione pubblica o meno, con coerenza ed onestà, il proprio lavoro perché, fattore di non poco conto, di lavoro si tratta, e non di eroismo o volontariato.

Che dire a questo punto degli stessi volontari? Che dire di coloro che, nell’anonimato più assoluto, e con scarsissime tutele, svolgono gratuitamente opere e lavori complementari a quelli delle Forze dell’Ordine e di altri apparati dello stato? Perché non si usa anche per loro la stessa enfasi?

Un poliziotto, un Carabiniere, un Finanziere ma anche il Vigile del Fuoco e così via svolgono un mestiere come altri dove, ad un servizio corrisponde una transazione economica e che, se svolto bene, funge comunque da esempio, monito e tutela per la globalità della società civile, così come accade per molti altri mestieri e pubblici uffici.

L’eroismo, la demagogia e la propaganda lasciamoli al passato perché hanno già fatto fin troppi danni; relegare un gruppo ristretto di pubblici ufficiali in uno spazio privilegiato può essere pericoloso, la storia e l’attualità ce lo insegnano.

#poliziedistato #rispettopertutti #pubbliciufficiali #tuttiilavorisonouguali

(Immagine creata con l'IA)

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