Gli ultimi eventi
della cronaca italiana e internazionale, afferenti alle forze di polizia, ma
soprattutto l’opportunismo politico che ha diviso in fazioni contrapposte
l’opinione pubblica, necessitano di un momento di riflessione, quanto meno sul
concetto di lavoro.
Io rispetto le forze dell’ordine, così come rispetto
chiunque svolga con dedizione il proprio mestiere; e non enfatizzo più del
dovuto il loro ruolo perché, se servitori dello stato sono loro, allora lo sono
anche tutti gli altri che svolgono, con funzione pubblica o meno, con coerenza
ed onestà, il proprio lavoro perché, fattore di non poco conto, di lavoro si
tratta, e non di eroismo o volontariato.
Che dire a questo punto degli stessi volontari? Che dire di
coloro che, nell’anonimato più assoluto, e con scarsissime tutele, svolgono
gratuitamente opere e lavori complementari a quelli delle Forze dell’Ordine e
di altri apparati dello stato? Perché non si usa anche per loro la stessa
enfasi?
Un poliziotto, un Carabiniere, un Finanziere ma anche il
Vigile del Fuoco e così via svolgono un mestiere come altri dove, ad un
servizio corrisponde una transazione economica e che, se svolto bene, funge
comunque da esempio, monito e tutela per la globalità della società civile,
così come accade per molti altri mestieri e pubblici uffici.
L’eroismo, la demagogia e la propaganda lasciamoli al
passato perché hanno già fatto fin troppi danni; relegare un gruppo ristretto
di pubblici ufficiali in uno spazio privilegiato può essere pericoloso, la
storia e l’attualità ce lo insegnano.
#poliziedistato #rispettopertutti #pubbliciufficiali
#tuttiilavorisonouguali
(Immagine creata con l'IA)

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