lunedì 26 gennaio 2026

Il bambino

 


“E ti prendono in giro se continui a cercarla

Ma non darti per vinto, perché
Chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle
Forse è ancora più pazzo di te”

I bambini dovrebbero fare i bambini e nulla più! I bambini non dovrebbero trasformarsi in fenomeni da baraccone per divertire noi adulti, esposti ad imitare i grandi o a fare cose che neanche questi sanno fare. I Bambini sono quelli che ridono e piangono per una semplice emozione, non sono quelli da Guinness dei primati o dei talent show, quelli, la loro infanzia, forse l’hanno già persa, venduta alla morbosa ed effimera curiosità di un pubblico pagante, se non peggio ancora ad un morboso e patologico piacere. Non devono essere esposti agli umori degli adulti, non devono essere usati come ammiccanti oggetti di pubblico ludibrio, devono essere lasciati liberi di cercare e trovare se stessi, noi dobbiamo essere solo le loro guide e non i loro ammaestratori.

I bambini devono crescere, sognare, devono poter sbagliare, ma non devono correre dietro l’immagine precoce di una società che vuole solo nuovi acquirenti. La fanciullezza è un bene prezioso, è la base della nostra crescita ed è fatta di scoperte, di giochi inventati, di fantasia e non di copioni o immagini preconfezionate e vendute da altri; i sogni sono il nostro bene più prezioso, soprattutto quelli ad occhi aperti, perché ci aiutano ad apprezzare quello che abbiamo intorno a noi ed aprono la strada a ciò che abbiamo dentro di noi. Facciamo sì che la loro mente spazi attraverso il mondo e non in quello limitato e delineato dall’algoritmo di uno smartphone, diamogli il vento, diamogli la pioggia con le sue pozzanghere e terra da calpestare e con cui sporcarsi, alberi su cui arrampicarsi, palloni dietro cui correre e panorami davanti i quali rimanere estasiati a bocca aperta, diamogli la vita e non una baby-sitter digitale.

Non reprimiamo quindi il bambino che c’abbiamo dentro, lasciamolo che ci accompagni lungo la strada della vita e che ci aiuti ad emozionarci e intravvedere, attraverso il nostro pragmatismo di adulti smaliziati, il vero senso della nostra esistenza.

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